Fondo Nuove Competenze: verso la IV edizione

Qual è la prospettiva verso lo sviluppo di una formazione “integrata”? Sentiamo la voce di Caridi, Capo Dipartimento Ministero Lavoro

C’è un punto che attraversa con chiarezza l’intervento di Vincenzo Caridi, Capo Dipartimento per le Politiche Attive del Lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: la formazione produce risultati solo quando è inserita in una strategia più ampia. Non basta finanziare corsi, né moltiplicare misure. Il nodo è capire se quelle misure parlano tra loro e se sono in grado di generare effetti reali sull’occupabilità delle persone e sulla capacità competitiva delle imprese.

Vincenzo Caridi: “perché le politiche attive funzionano solo se smettono di lavorare per compartimenti”

È una distinzione decisiva. Perché una politica della formazione può ridursi a un elenco di attività finanziate oppure diventare una leva di trasformazione. La differenza non dipende dal volume di risorse impiegate, ma dal livello di integrazione tra strumenti, livelli istituzionali e obiettivi.

Oltre la logica delle “ore di corso”

Nella lettura proposta da Caridi, formazione, lavoro e sviluppo delle competenze non possono più essere trattati come ambiti separati. Se restano compartimenti stagni, il rischio è noto: una programmazione formalmente corretta ma debole sul piano dell’impatto. La formazione continua a esistere, ma smette di incidere davvero nei processi di transizione produttiva, innovazione organizzativa e tenuta occupazionale.

Il punto, allora, non è solo migliorare l’offerta formativa. È costruire un’architettura pubblica capace di tenere insieme politiche attive, fabbisogni delle imprese, sistemi territoriali e traiettorie di sviluppo. In questa prospettiva, la formazione non è un segmento accessorio della politica del lavoro: è una delle sue infrastrutture.

Il Fondo Nuove Competenze come dispositivo in evoluzione

Dentro questo quadro, il Fondo Nuove Competenze viene richiamato come uno degli strumenti più significativi degli ultimi anni. Non tanto soltanto per la sua dimensione finanziaria, quanto per la sua natura sperimentale e adattiva. Arrivato alla terza edizione, il Fondo mostra infatti un elemento politico non secondario: la capacità delle istituzioni di correggere e affinare gli strumenti a partire dall’esperienza.

Il confronto con Regioni, fondi interprofessionali, imprese ed enti formativi ha contribuito a modificare progressivamente l’impianto della misura. Questo aspetto merita attenzione, perché segnala un cambio di approccio: la formazione non come dispositivo calato dall’alto, ma come politica che apprende dal proprio uso.

È qui che si misura anche la qualità della governance pubblica. Una misura è tanto più efficace quanto più riesce a evolvere senza perdere direzione. E la direzione, nel caso del Fondo Nuove Competenze, resta quella di accompagnare la riqualificazione del lavoro dentro processi reali di cambiamento tecnologico e organizzativo.

Una scelta politica, non tecnica

Il ragionamento di Caridi porta a una conclusione netta: investire nelle competenze non è una scelta tecnica, è una scelta politica. Significa decidere se affrontare le transizioni con strumenti frammentati oppure con un disegno coerente; se rispondere all’emergenza o costruire capacità istituzionale.

In un mercato del lavoro attraversato da digitalizzazione, riconversioni produttive e squilibri territoriali, la formazione può avere un ruolo strutturale solo se viene trattata come politica pubblica di medio periodo. Non come una voce residuale di spesa, ma come un fattore di tenuta del sistema.

Ed è precisamente su questo terreno che occasioni come il Net Forum possono avere una funzione utile: non come vetrine, ma come spazi di confronto tra amministrazioni, parti sociali, fondi e operatori, nei quali le pratiche si misurano con i risultati e le soluzioni si confrontano con i limiti reali dei territori.

L’intervista a Vincenzo Caridi si inserisce nel percorso di avvicinamento al Net Forum 2026, dedicato alle connessioni che generano valore tra politiche, territori e sistemi formativi